domenica 13 agosto 2023

GENERATIVITÀ SOSTENIBILE

Demografia, vita, futuro nel tempo della crisi ambientale

Monastero di Camaldoli
25 - 27 Agosto 2023


La popolazione mondiale è in aumento e questo mette alla prova le risorse della nostra casa comune, la Terra. Al tempo stesso, molti paesi sviluppati come l'Italia sono in forte calo demografico, la popolazione invecchia e mancano i giovani, e il futuro delle nostre società è a rischio.
In uno scenario di grande incertezza e di crisi permanente, mettere al mondo dei figli può sembrare un azzardo. Eppure, come giovani ci sentiamo chiamati alla generatività, ad immaginare un futuro percorribile per il mondo del nostro tempo.
Che cosa significa, nell'esistenza di un potenziale genitore, fare spazio ad una nuova vita?


Chi siamo

Cristiani in Ricerca è un momento di confronto di un gruppo di giovani adulti tra i venti e i quarant’anni che vivono tra l’Italia e l’Europa. Una volta all’anno ci incontriamo nel Monastero di Camaldoli per riflettere e discutere su un tema rilevante per la vita culturale del Paese e della Chiesa.
Il comune denominatore è la ricerca, l’attenzione incessante nello scorgere i segni dei tempi e nel proporre strade nuove, coniugando mente e cuore, Vangelo e cultura nelle sfide presenti in ogni campo del sapere. Cristiani in Ricerca vuole essere un tempo di ascolto, di dialogo e proposta, un laboratorio vivo in cui i partecipanti sono spettatori e attori protagonisti, destinatari e mittenti.
Cristiani in Ricerca è una proposta pensata con la FUCI e il MEIC, continuando la tradizione di spiritualità dello studio e della cultura.

Venerdì 25 Agosto

Dalle 14.30 Accoglienza

18.30 Vespri e Celebrazione eucaristica

21.00 Lectio divina a cura di un monaco di Camaldoli


Sabato 26 Agosto

7.30 Lodi

9.30 Conferenza e dibattito “Generatività sostenibile: tra crisi ambientale e crisi demografica” a cura del prof. Gerolamo Spreafico, docente in Scienze della Formazione presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore e collaboratore del Gruppo di ricerca sulla Generativa Sociale.

15.00 Laboratori tematici

● Approfondimento esistenziale - Le varie forme della generatività: siamo tutti chiamati ad avere figli? Come essere generativi nelle diverse scelte di vita?

● Approfondimento educativo-formativo - Cosa significa essere genitore oggi? Quali sfide presenta la genitorialità?

● Approfondimento economico-giuridico - Quali le politiche a favore della genitorialità nei Paesi Europei?

18.45 Primi vespri


Domenica 27 Agosto

7.30 Lodi

9.15 Testimonianzae e dibattito “Essere genitore e spendersi per la famiglia nel nostro tempo”.

11.30 Celebrazione eucaristica

Dopo pranzo: partenze


Adesioni

Le quote di partecipazione sono calcolate su due giorni completi, dato che gli arrivi sono previsti dalle ore 14.30 del venerdì e le partenze dopo il pranzo della domenica. La proposta del Convegno prevede la partecipazione a tutti i due giorni, per cui non è possibile accettare detrazioni per giorni di assenza o pasti non consumati.


Quote di partecipazione

Contributo per i due giorni (tutte le camere hanno il servizio interno):

€ 120,00 in camera singola
€ 80,00 in camera a più letti


Prenotazioni e informazioni

FORESTERIA del MONASTERO
52014 CAMALDOLI (AR)
Tel. 0575 556013 - Fax 0575 556001
foresteria@camaldoli.it




lunedì 12 settembre 2022

 Affettività e orientamento sessuale. In dialogo con la Chiesa

Sintesi dell’incontro 2022



La dodicesima edizione di Cristiani in Ricerca si è svolta dal 26 al 28 agosto. “Affettività e orientamento sessuale. In dialogo con la Chiesa” era la tematica di quest’anno.


Abbiamo iniziato la nostra tre giorni con una lectio di Emanuele Bordello, monaco della comunità Camaldolese. La sua riflessione si è incentrata sul passo del Vangelo di Giovanni dell’incontro tra Gesù e la Samaritana al pozzo. Attraverso il dialogo con Gesù, una donna, considerata peccatrice, diventa discepola e grazie a lei molti samaritani credettero. “Gesù rivela il volto di Dio che nessuno ha mai visto (Gv 1,18) non in modo autoritario, ma sapendo accogliere e incontrare chiunque incroci il suo cammino, a prescindere dalla sua identità, dalla sua condizione sociale e dalla sua appartenenza religiosa.”


Il sabato mattina per la relazione introduttiva ci siamo fatti guidare da don Aristide Fumagalli, presbitero della diocesi di Milano e Docente ordinario di teologia morale presso la facoltà teologica dell’Italia settentrionale, nonché autore di vari testi sulla tematica, tra cui il volume “L’amore possibile. Persone omosessuali e morale cristiana”.

Fumagalli ha fatto un excursus sulla tematica dal punto di vista della spiritualità personale del singolo e del vissuto ecclesiale. Ha posto poi l’accento su come la riflessione sull’ethos sessuale sia fondamentale per la Chiesa, la quale deve interrogarsi anche sulla questione omosessuale ed “è chiamata a discernere l’amore omosessuale alla luce dell’amore cristiano, ovvero l’amore di Dio rivelato in Cristo per mezzo dello Spirito Santo.”

Al suo intervento sono seguite varie domande e un dibattito sul rapporto tra comunità lgbt e Chiesa, sull’accoglienza e sull’essere parte attiva della comunità ecclesiale stessa.


Il pomeriggio è stato riservato al confronto e al lavoro in tre differenti laboratori con lo scopo di approfondire la tematica da tre punti di vista differenti.

Giacomo Ghedini ha condotto il primo laboratorio “Cosa ci dice la Bibbia sull’omosessualità?”. Sono stati analizzati alcuni passi della Bibbia incentrati sulla tematica quali Genesi 19, il passo di Sodoma e Gomorra, ma anche l’analisi dell’amicizia particolare tra Davide e Jonathan. Analizzare questi testi dal punto di vista biblico ci ha permesso di approfondire meglio in che modo le sacre scrittura affrontano il tema dei rapporti omosessuali.

Il secondo laboratorio, “Come rendere la comunità un luogo più accogliente?”, invece, è stato condotto da Luisa Bellomo. In questo spazio si è potuto riflettere su come le comunità cristiane possano essere dei luoghi più accoglienti per chi fa parte della comunità queer, e sull’importanza della sensibilizzazione all’interno dei contesti pastorali rispetto a tali tematiche che molto spesso vengono ignorate e non considerate, in modo tale da permettere a tutti di sentirsi parte di una comunità più grande.


Infine, il terzo laboratorio è stato gestito da Nicola Zanini. Come dice il titolo di questo momento di confronto, “Società e diritti lgbt: a che punto siamo?”, lo scopo era quello di interrogarsi sulla situazione dei diritti per la comunità lgbt in Italia e nel mondo e anche come comunità cristiana. Qui il dialogo ha sottolineato come la disparità sia ancora alta e come ci siano diritti differenti in merito, anche passando da uno stato all’altro; all’interno della Chiesa, inoltre, oltre ai diritti, non sempre si viene accettati se dichiaratamente omosessuali. Il dibattito in questo caso ha portato a conclusioni diverse in base al gruppo e alle persone.


La domenica mattina, infine, abbiamo avuto l’onore di ospitare don Pino Piva, sacerdote Gesuita, esperto di percorsi di accompagnamento pastorale con le persone omosessuali. Il suo intervento è stato una testimonianza della sua esperienza e di come sia giunto a essere accompagnatore per le persone omosessuali. Don Pino conduce gli incontri “Chiesa Casa per tutti”, ovvero spazi di condivisione in cui raccontare la propria esperienza spirituale con lo scopo di liberarsi da pregiudizi.

“Quello della Pastorale con persone LGBT+ è piuttosto uno stile ecclesiale. (…) Negli altri ambiti pastorali capita che gli operatori pastorali debbano “animare” le persone, i laici, appartenenti ai vari ambiti; a volte si ha l’impressione che si offrano risposte pastorali in contesti dove non vengono espresse domande, o le domande siano altre. Nella pastorale con persone LGBT+ accade l’esatto contrario: le domande di fede e di partecipazione ecclesiale sono chiaramente espresse (…) I cristiani LGBT+ esprimono un desiderio autentico, profondo, spirituale, sofferto e a lungo coltivato. Un desiderio di fede e di partecipazione ecclesiale che per motivi culturali, pregiudiziali e, solo alla fine dottrinali, ha trovato una difficile e ambigua accoglienza da parte della Chiesa.”


La tematica richiede ancora approfondimento, ma soprattutto dialogo. Ciò che è stato messo in luce più volte, però, a prescindere dell’opinione di ciascuno, è che al centro ci sono persone, vite e amore e di questo bisogna sempre tenere conto e rispetto.


Tutti gli interventi sono stati registrati e potete acquistarli direttamente dal sito di Edizioni Camaldoli.


domenica 19 giugno 2022

 Affettività e orientamento sessuale: in dialogo con la Chiesa

Monastero di Camaldoli

26-28 Agosto 2022

 

“Come l'amore cresce dentro di te, così cresce la bellezza. Perché l'amore è la bellezza dell'anima.” (Sant’Agostino)

Vorremmo, nell’incontro di quest’anno, porci in ascolto di quanto sta accadendo all’interno della Chiesa in merito alle tematiche legate all’orientamento sessuale. Alla luce del Magistero e della Parola, attraverso il contributo di esperti e grazie anche alla testimonianza di sacerdoti e laici impegnati alla frontiera della pastorale, ci proponiamo di interrogarci sulla collocazione della comunità LGBTQIA+ all’interno della Chiesa e sul contributo specifico che i diversi orientamenti possono offrire alla vita ecclesiale.

 

Chi siamo

Cristiani in Ricerca è un momento di confronto di un gruppo di giovani adulti tra i venti e i quarant’anni che vivono tra l’Italia e l’Europa. Una volta all’anno ci incontriamo nel Monastero di Camaldoli per riflettere e discutere su un tema rilevante per la vita culturale del Paese e della Chiesa.

Il comune denominatore è la ricerca, l’attenzione incessante nello scorgere i segni dei tempi e nel proporre strade nuove, coniugando mente e cuore, Vangelo e cultura nelle sfide presenti in ogni campo del sapere. Cristiani in Ricerca vuole essere un tempo di ascolto, di dialogo e proposta, un laboratorio vivo in cui i partecipanti sono spettatori e attori protagonisti, destinatari e mittenti.

Cristiani in Ricerca è una proposta pensata con la la FUCI e il MEIC, continuando la tradizione di spiritualità dello studio e della cultura.

 

Venerdì 26 Agosto

 

Dalle 14.30 Accoglienza

 

18.30 Vespri e Celebrazione eucaristica

 

21.00 Lectio divina a cura di un monaco di Camaldoli

 

Sabato 27 Agosto

 

7.30 Lodi

 

9.30 Conferenza e dibattito “L'amore possibile - Persone omosessuali e morale cristiana” a cura di Don Aristide Fumagalli, Docente di Teologia morale

 

15.00 Laboratori tematici

  • Cosa ci dice la Bibbia sull’omosessualità? 

  • Cosa ci dice il catechismo della Chiesa Cattolica? 

  • Come rendere la comunità un luogo più accogliente? 

  • Società e diritti lgbt: a che punto siamo? 

 

18.45 Primi vespri

 

Domenica 28 Agosto 

 

7.30 Lodi

 

9.15 Testimonianza e dibattito “Chiesa Casa per tutti” a cura di Padre Pino Piva, padre gesuita, esperto di percorsi di accompagnamento pastorale con le persone omosessuali

 

ore 11.30 Celebrazione eucaristica

 

Dopo pranzo: partenze

 

Bibliografia

Puoi trovare la bibliografia in preparazione all'evento seguendo il link.


Adesioni

Le quote di partecipazione sono calcolate su due giorni completi, dato che gli arrivi sono previsti dalle ore 14.30 del venerdì e le partenze dopo il pranzo della domenica. La proposta del Convegno prevede la partecipazione a tutti i due giorni, per cui non è possibile accettare detrazioni per giorni di assenza o pasti non consumati.

 

Quote di partecipazione

Contributo per i due giorni (tutte le camere hanno il servizio interno):

€ 120,00 in camera singola

€ 80,00 in camera a più letti

 

Prenotazioni e informazioni

FORESTERIA del MONASTERO

52014 CAMALDOLI (AR)

Tel. 0575 556013 - Fax 0575 556001

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domenica 24 ottobre 2021

Riscoprire i legami post pandemia. Sintesi dell'incontro 2021

Riscoprire i legami post pandemia
Sintesi dell'incontro 2021

Foto di gruppo del convegno Cristiani in Ricerca 2021


L'undicesimo incontro di Cristiani in Ricerca ha rivolto la sua attenzione al tentativo di riscoprire i legami dopo il periodo di drammatici cambiamenti che ha caratterizzato il mondo nell'ultimo anno a causa dell'epidemia di Coronavirus.

L'intervento introduttivo è stato affidato ad Agostino Burberi, Presidente della Fondazione don Lorenzo Milani, che ha narrato la nascita e la storia della scuola di Barbiana, proprio a partire dalle vicende umane e storiche del suo fondatore. Le origini borghesi, la curiosità per le scienze, la sua difficoltosa carriera scolastica spingono un giovane Don Milani a interrogarsi sulla grande differenza culturale tra più abbienti e meno abbienti e, in particolare, sulla grande importanza di padroneggiare la parola; è poi l'incontro con una docente che lo porta ad abbracciare la fede cattolica e ad intraprendere la carriera ecclesiastica, domandando a Dio di essere “ultimo tra gli ultimi”. La lotta alla superficialità e il modo di pensare non convenzionale non lo hanno reso amato, ma tuttavia non gli hanno impedito di realizzare i suoi ideali e di aprire prima una scuola popolare a San Donato in Calvenzano e poi un doposcuola a Barbiana per i figli dei contadini: l'obiettivo era quello di scuotere le coscienze e fornire gli strumenti perché ciascuno fosse in grado di cercare la propria verità. 

Per Burberi le condizioni storiche sono cambiate e non è più possibile riprodurre l'esempio di Barbiana; tuttavia, certi insegnamenti di Don Milani possono essere portati avanti: la fatica di restare dentro ad un sistema anche se non lo si condivide tramite una obbedienza mai cieca, essere d'esempio, l'attenzione e l'interesse per gli ultimi.


Nel pomeriggio ha poi avuto luogo la tavola rotonda che ha visto i relatori affrontare la tematica dei legami nella relazione tra comunità e scienza, comunità e cultura, comunità e politica.

Carlo Zaninetti ha parlato della sua esperienza di dottorato in medicina sperimentale in un ospedale tedesco proprio durante il periodo della pandemia: a livello personale, anche durante il lockdown, ha avuto comunque la possibilità di continuare a lavorare ed, anzi, rafforzare i legami con altri italiani. Le condizioni della pandemia hanno anche permesso una riscoperta dei legami tra comunità scientifiche attraverso un più ampio dialogo favorito dalla comunicazione digitale e, pertanto, da un diverso uso del tempo.


Piera Di Lorenzo ha introdotto la sua riflessione su comunità e cultura ricordando che la storia umana da sempre è accompagnata dalla ricomparsa di epidemie; questi fenomeni sono anche entrati nel mondo della letteratura diventando schemi narrativi spesso motori del racconto. Secondo la relatrice la distruttività delle epidemie ha inevitabilmente spinto l'umanità a cercare rimedi e porsi interrogativi sul senso di questi fenomeni, rivelando fragilità e senso di impotenza; ed in particolare per quanto riguarda la scuola, per definizione “comunità in presenza”, il covid ne ha profondamente alterato la vita. Di fronte alla diffusione del virus, il tentativo è stato quello di mantenere vivo il rapporto educativo, anche a distanza tramite device digitali, trasferendo automaticamente le attività scolastiche nel mondo virtuale. Ciò ha però fatto emergere due errori: il diventare, del digitale, quasi l’unico spazio possibile di legame trascurando la valenza antropologica della relazione in presenza; il sottovalutare i divari sociali, culturali, economici e digitali esistenti tra regioni, scuole e generazioni. Tuttavia, secondo Di Lorenzo, questo rapido passaggio all'apprendimento a distanza ha condotto a pensare che la scuola sia in grado di affrontare drastiche trasformazione e può portare ad interrogarsi su una nuova didattica necessaria e possibile. Secondo la docente per affrontare questa sfida è indispensabile adottare un paradigma relazionale: vivere in modo ‘relazionalmente’ adeguato tutti gli ambiti di vita, di studio e di lavoro, costruendo legami fatti di piena reciprocità fra uomini e donne e fra generazioni. 


Andrea Michieli ha affrontato il tema comunità e politica avviando un pensiero sul cambiamento pre e post pandemia dei legami di partecipazione alla vita pubblica che, secondo il relatore non necessariamente testimoniano la sua crisi, ma che forse richiedono una “radicalizzazione” della democrazia. Quest'ultima è stata infatti concepita come democrazia elettorale in cui la partecipazione si esprime attraverso il voto; ciò ha portato a una maggiore rappresentazione a livello quantitativo, mentre è mancata una visione qualitativa. Di conseguenza si sono verificate: un assottigliamento delle basi sociali dei partiti, una rigida separazione tra pubblico e privato, tra economia degli interessi e beni pubblici. In questo scenario l'arrivo della pandemia ha fatto emergere due elementi: la riscoperta del lavoro e dei rapporti economici come dimensione pubblica di cui la comunità deve farsi carico; la partecipazione politica in senso ampio attraverso l'attivazione di base. Pertanto, secondo il relatore, il post pandemia non è caratterizzato dalla crisi della democrazia ma dalla necessità di cercare nuove forme di regime politico che tengano in considerazione una nuova e ampia partecipazione dal basso e che utilizzino l’intervento dello Stato per sostenere l’attività economica; in conclusione una democrazia più vicina al disegno costituzionale.


Infine, nella mattinata di domenica, Serena Noceti ha affrontato il tema della coscienza ecclesiale di fronte alla pandemia, vista come occasione per leggere i segni del tempo, indagare nuovi inizi e pensare alla chiesa del futuro. Secondo la relatrice, per comprendere quanto avvenuto durante la pandemia è necessario sottolineare due distinzioni: tra la fase del primo lockdown e quella della seconda e terza ondata; tra il mondo delle comunità- associazioni di base e la parola pubblica di chiesa. Infatti nella prima fase del confinamento a casa si è assistito da una parte alla sospensione della celebrazione eucaristica e della catechesi e alla mancanza di proposte e progetti comuni da parte di vescovi e molti preti; dall'altra alla diffusione di liturgie domestiche e all'esplorazione di nuovi linguaggi e idee, nonché del mondo digitale. Nella seconda e terza ondata c'è invece stato un ritorno al passato e al conosciuto, movimento che dunque non è riuscito a fare proprie le esperienze innovative nate nella prima fase. Tuttavia è possibile, secondo Noceti, avviare una riflessione su quanto avvenuto, proprio a partire dalle differenti reazioni che parrocchie -comunità da una parte, e preti-vescovi dall'altra, hanno avuto di fronte all'interruzione delle pratiche pastorali abituali. Esse infatti hanno messo in luce due diversi modelli di chiesa fondati su due dinamiche comunicative opposte: il modello post-concilio di Trento, incentrato sul prete, infantilizzante per gli adulti, fatto per gestire e mantenere l'esistente, basato su un modello comunicativo unidirezionale dal clero ai laici; il modello post-Vaticano II, che valorizza il ruolo dei laici e la partecipazione attiva alla liturgia, basato su un modello comunicativo pluridirezionale. L'interruzione delle pratiche ecclesiali tradizionali ha quindi mostrato, da una parte, la resistenza del primo modello tridentino di chiesa, ma dall'altra anche l'emergere di una chiesa dislocata nelle case che sperimenta nuove proposte di preghiera, di formazione biblica e un nuovo approccio di tipo sapienziale. Il limite chiaro della seconda e terza fase della pandemia è stato quello del non riconoscimento, da parte dei vescovi, di ciò che è avvenuto nelle parrocchie e nella comunità, sottraendosi a una importante occasione di analisi e di ripensamento di ciò in cui si crede, di funzioni e ruoli, e quindi la lettura di problemi ma anche di nuove possibilità. Per Noceti questa situazione rappresenta invece una importante occasione di riforma e propone di ripartire dai tratti essenziali della chiesa (evengelica, comunitaria, vera e quotidiana), e dalle cose belle dell'esperienza vissuta, soprattutto nei termini di nuove forme, luoghi e linguaggi. 


Tutti gli interventi sono stati registrati e potete acquistarli direttamente dal sito di Edizioni Camaldoli.

venerdì 20 agosto 2021

Riscoprire i legami nel post-pandemia
Monastero di Camaldoli 

27 - 29 Agosto 2021


In questa pandemia abbiamo visto principi consolidati del nostro vivere sociale del tutto destrutturati e sconvolti; abbiamo visto crollare certezze, nascere prospettive di vita e di lavoro completamente nuove, sovvertire schemi apparentemente indistruttibili di politiche e relazioni economiche, fenomeni lenti d'un tratto accelerare all'impazzata. Infine, aspetto centrale della nostra esperienza umana, abbiamo vissuto in tutta la sua drammaticità la privazione delle relazioni e dei contatti nell'inatteso e improvviso isolamento dei mesi di lockdown.

Eppure tutti sentiamo il fermento del nuovo che è già nato e il nuovo valore che hanno acquisito i legami - legami umani, legami comunitari - nella società che vogliamo ricostruire. La società liquida del "cittadino globale", della solitudine e del consumo, si è ritrovata ansiosa d'intimità, di socialità, di mutualismo e di una grande voglia di ripensare il mondo. Nella prossima edizione di Cristiani in Ricerca, appuntamento per giovani-adulti tra i venti e i quarant'anni, caratterizzato da uno stile di ricerca e di confronto, vorremmo iniziare a farlo riflettendo insieme, nella cornice del Monastero di Camaldoli, con il contributo di alcuni referenti di diversi ambienti comunitari (formativo, politico, scientifico, ecclesiastico).


Venerdì 27 Agosto

dalle 14:30 accoglienza per l'arrivo

18:30​Vespri con Eucaristia

21:00​Lectio divina a cura di un monaco di Camaldoli


Sabato 28 Agosto

7:00​Lodi

9:30​Conferenza e dibattito

Ri-costruire la comunità. L'esempio di Barbiana

Agostino Burberi, Presidente Fondazione don Lorenzo Milani

 

15:30​Tavola Rotonda

Comunità e cultura - Piera Angela Di Lorenzo

Comunità e politica - Andrea Michieli

Comunità e scienza - Carlo Zaninetti

 

18:45​Primi Vespri


Domenica 29 Agosto


09:15​Conferenza e dibattito

La coscienza ecclesiale di fronte alla pandemia

Serena Noceti, Istituto Superiore di Scienze Religiose della Toscana

 

11:30​Eucaristia

 

Dopo pranzo: partenze


Adesioni
Le quote di partecipazione sono calcolate su due giorni completi, dato che gli arrivi sono previsti dalle ore 14:30 del venerdì e le partenze dopo il pranzo della domenica. La proposta del Convegno prevede la partecipazione a tutti i due giorni, per cui non è possibile accettare detrazioni per giorni di assenza o pasti non consumati.

Quote di partecipazione
Contributo per i due giorni (tutte le camere hanno il servizio interno):
€ 120,00 in camera singola
€ 80,00 in camera a più letti

Prenotazioni e informazioni
FORESTERIA del MONASTERO
52014 CAMALDOLI (AR)
Tel. 0575 556013 - Fax 0575 556001

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lunedì 30 settembre 2019

Fragile cioè umani. Sintesi dell'incontro 2019


Nel decennale di Cristiani in Ricerca siamo tornati a Camaldoli per riflettere e confrontarci su una dimensione fondamentale della vita di ciascun uomo e donna e delle nostre intere comunità, cioè la fragilità. Siamo partiti da alcune domande per provare a leggere con occhi differenti questo tempo in cui viviamo: la fragilità, che è esperienza quotidiana per tutti noi, come può essere vissuta non come un limite per la realizzazione di un futuro migliore, ma come fondamento delle nostre scelte?  Come può esaudirsi pienamente il nostro desiderio di infinito all’interno in una cornice esistenziale segnata dalla fragilità? Dal 30 agosto al 1 settembre, assieme con FUCI e MEIC, abbiamo riflettuto grazie alla sapiente guida di alcuni relatori che hanno offerto molti spunti e alcune provocazioni.
La relazione centrale è stata curata da Luciano Manicardi, priore della Comunità monastica di Bose, che ci ha guidati verso una lettura positiva della fragilità, che è elemento costitutivo delle nostre vite e ne rivela la piena umanità. Fragile non è sinonimo di vulnerabile, che presuppone necessariamente un fattore di rottura esterno, e nemmeno di caduco, ogni cosa è destinata a finire, ma la fragilità ci ricorda che ciò può avvenire in ogni momento. Quest’ultima è quindi una condizione ineliminabile dell’esistenza umana, pervade ogni nostro momento di vita e riconoscerla è provare a leggere a fondo noi e chi ci sta accanto nella nostra totalità. Il riconoscimento della nostra e altrui fragilità ci fa riconoscere come simili e ci apre all’amore, alla relazione con l’altro, che ci provoca e ci chiede di prendercene cura; è un appello alla nostra responsabilità. Manicardi ci ha suggerito una sorta di nuovo stile con cui relazionarci con il prossimo; prenderci cura degli altri non può più essere solo un buon gesto, ma è l’unica scelta possibile per la piena realizzazione di ogni persona. Solo questa consapevolezza è generatrice di Bene e di nuove alleanze tra gli uomini e le donne. Manicardi, durante tutta la riflessione, ha ribadito che l’elogio della fragilità in sé è sterile, essa va vissuta come una grazia, una forza capace di creare legami, di mobilitare le persone e creare solidarietà tra di esse, Insomma, la fragilità è forza profetica. Non è possibile solo studiarla ed analizzarla, è una condizione che riguarda ciascuno di noi e la sfida attuale è riuscire ad incarnarla pienamente per agire seguendo percorsi nuovi e rivoluzionari.
Il secondo importante momento del fine settimana è stata la tavola rotonda in cui abbiamo  riflettuto sulla fragilità in quattro ambiti specifici dei tempi e luoghi in cui viviamo: relazioni, cultura, politica e vita ecclesiale. Negli interventi e nei successivi laboratori abbiamo ritrovato la struttura proposta da Manicardi nella sua riflessione. È necessario analizzare e studiare la realtà per comprenderne le fragilità, assumersene la responsabilità, nel senso profondo di cura, ed essere quindi generatori di novità. Ciascuno è chiamato ad impegnarsi nelle realtà che abita quotidianamente e ad essere portatore di nuovi percorsi da seguire partendo dalle fragilità che la pervadono. Il nostro agire dovrebbe essere rivolto alla costruzione del nuovo modello fondato sulla cura, che è alternativo a quello del dominio, oggi maggioritario, che rende la persona e la comunità ancora più fragile perché basato su logiche di controllo.
Laura Cortimiglia, psicoterapeuta esperta di disagio adolescenziale, ha messo al centro della sua riflessione l’importanza di essere consapevoli delle proprie emozioni. Queste mettono in luce le nostre fragilità e ci aiutano a comprendere come agire evitando di chiuderci e rifiutare il diverso per costruire una società inclusiva. 
Recuperare la dimensione della comunità è fondamentale secondo Andrea Dessardo, professore di Storia della Pedagogia all'Università Europea, per dare nuove forze ad una cultura che oggi sembra essere molto fragile. La parcellizzazione culturale rende difficile una lettura ampia e sistematica dei fenomeni che ci circondano, abbiamo bisogno di scoprire nuovi spazi di formazione e trasmissione di pensiero. Ci servono nuove comunità di riferimento fondate su valori comuni, ma aperte alle diversità. 
Tre sono invece le principali fragilità che Umberto Ronga, professore di Diritto Parlamentare all'Università Federico II di Napoli, ha messo in luce dell’attuale sistema politico. La trasformazione del sistema partitico, l’avvento dei populismi e le istanze di partecipazione diretta; tutte questioni che non possono più essere liquidate con superiorità o disinteresse, ma che ci interrogano profondamente sul tipo di stato, e quindi di comunità, che ci immaginiamo di essere nel prossimo futuro. 
Infine, Giacomo Ghedini, dottorando in Storia Contemporanea all'Università di Bologna, ha evidenziato alcune delle fragilità del rapporto tra giovani e Chiesa. Quest’ultima dovrebbe recuperare il suo spazio accanto ai giovani mettendosi maggiormente in ascolto della novità di cui sono portatori, rendendoli veramente protagonisti e partecipi della vita ecclesiale. Serve riscoprire una Chiesa credibile, dove ritrovarsi e da cui ripartire rigenerati dalla fede in Dio. 
Lasciarsi provocare dalla fragilità è quindi essenzialmente lasciarsi provocare dall’umanità che abita in noi, negli altri e nella società in cui viviamo. È riportare al centro l’essere umano nella sua pienezza, prendendosene cura e costruendo un nuovo paradigma che sappia innovare anche le scelte politiche e sociali dei nostri paesi. Aprendoci alla grazia della fragilità potremmo scoprire nuovi modi per essere comunità, perché ogni tempo ha le sue infinite potenzialità ed è nostro compito saperle cogliere e farle fruttare per realizzare, come scritto all’inizio, il desiderio di infinito che pervade la nostra esistenza.
“Lascio andare la mano/ che mi stringe la gola/ Lascio andare la fune/ che mi unisce alla riva/Il moschettone nella parete/ L'orgoglio e la sete [...] La testa torna al suo peso normale/ La salvezza non si controlla/ Vince chi molla” (Vince chi molla, Niccolò Fabi)


martedì 27 agosto 2019

Dieci anni di Cristiani in ricerca


Cristiani in Ricerca compie 10 anni!

Dal 2009 a questa parte, grazie alla generosa accoglienza del Monastero di Camaldoli e alla buona volontà di un piccolo gruppo di giovani che si rinnova nel tempo, questo appuntamento estivo continua a rappresentare una preziosa opportunità per quanti, trovandosi a varcare la soglia della vita adulta, desiderano incontrarsi, da diverse parti d’Italia e d’Europa, per riflettere su un tema rilevante per la Chiesa e per il Paese, in uno stile di ascolto dell’alterità, di condivisione e di ricerca, che li accomuna pur nelle diverse attività professionali, nelle diverse esperienze di vita e di fede.

Il modo più opportuno di restituire un po’ della gratitudine per questo piccolo, ma importante
traguardo ci è sembrato quello di rimettere in circolo alcune delle buone idee condivise in questi
anni, un piccolo “assaggio” delle passate edizioni.

In particolare, potrete riascoltare la riflessione di Stella Morra, del 2011, sui temi del credere e dell’appartenenza.
L’esperienza di fede e il tempo presente sono invece i due poli entro i quali si articola l’intervento di Giuliano Zanchi, del 2013.
Nel 2014, Roberto Mancini ci ha aiutati a riflettere sulla secolarità del Cristianesimo e sulla responsabilità dei laici.
Incontrerete poi la preziosa testimonianza di Agnese Moro, che nel 2016 ci ha consegnato il portato di un percorso condiviso tra vittime e colpevoli.
L’anno successivo, Franco Vaccari ci ha aiutati a riflettere sui temi del potere.
È, invece, dello scorso anno la relazione di Francesco Stoppa sui giovani e l’incontro tra le generazioni.

Per le registrazioni audio complete di ciascun incontro: www.edizionicamaldoli.it . Buon ascolto!

martedì 30 luglio 2019

Fragili cioè umani. Una cifra del nostro tempo
Monastero di Camaldoli 
30 Agosto-1° Settembre 2019




«L’uomo non è che una canna, la più debole della natura, ma una canna che pensa». Con queste toccanti parole, Blaise Pascal descriveva la paradossale natura dell’uomo, desiderio d’infinito che illumina un rimpasto di ferite. Tale prospettiva trova un’eco particolare nel nostro tempo, in cui ci troviamo a fronteggiare cambiamenti climatici e catastrofi naturali, ma anche abusi di potere, impersonalità dell’economia, sopravvento delle tecnologie, naufragio di aspettative professionali ed esistenziali...Eppure, lungi dal produrre uno sterile ripiegamento su se stessi, la consapevolezza della fragilità non potrebbe diventare una grazia dell’epoca che viviamo, consentendoci di assumere ciò che siamo in verità e di inaugurare piste inedite di condivisione? Di questo vorremmo parlare nella prossima edizione di Cristiani in Ricerca, esplorando il tema della fragilità nelle sue varie dimensioni, esistenziale, spirituale e sociale, e le sue declinazioni negli ambiti della vita politica, della cultura e dell’esperienza ecclesiale.

Venerdì 30 Agosto
Dalle 14.30 Accoglienza
18.30 Vespri e Celebrazione eucaristica
21.00 Lectio divina a cura di un monaco di Camaldoli

Sabato 31 Agosto

7.30 Lodi

9.30 Conferenza e dibattito: “Fragile è umano”
Luciano Manicardi, Priore della Comunità di Bose

15.00 Approfondimenti tematici
Fragilità e relazionia cura di Laura Cortimiglia, psicoterapeuta, Lodi
Fragilità e politicaa cura di Umberto Ronga, ricercatore in Diritto Costituzionale, Università di Napoli
Fragilità e cultura a cura di Andrea Dessardo, ricercatore in Storia della pedagogia, Università Europea - Roma
Fragilità e vita ecclesialea cura di Giacomo Ghedini, Dottorando in Storia, Università di Bologna

16.45 Laboratori

18.45 Primi vespri

Domenica 1° Settembre 
7.30 Lodi
9.00 Condivisione e dibattito
ore 11.30 Celebrazione eucaristica

Dopo pranzo: partenze

Adesioni
Le quote di partecipazione sono calcolate su due giorni completi, dato che gli arrivi sono previsti dalle ore 14.30 del venerdì e le partenze dopo il pranzo della domenica. La proposta del Convegno prevede la partecipazione a tutti i due giorni, per cui non è possibile accettare detrazioni per giorni di assenza o pasti non consumati.

Quote di partecipazione
Contributo per i due giorni (tutte le camere hanno il servizio interno):
€ 120,00 in camera singola
€ 80,00 in camera a più letti

Prenotazioni e informazioni
FORESTERIA del MONASTERO
52014 CAMALDOLI (AR)
Tel. 0575 556013 - Fax 0575 556001
foresteria@camaldoli.it